I blackout continuano a colpire il centro di Torino. Stamane è toccato alla zona di piazza Vittorio. Questa mattina i semafori che collegano la piazza alla zona della Gran Madre erano spenti. Stesso scenario in via Po, con disagi alla circolazione e automobilisti costretti a muoversi con prudenza tra incroci privi di segnalazione. Per i residenti della piazza e delle vie limitrofe di Borgo Nuovo il risveglio è stato amaro. In alcuni palazzi la mancanza di corrente ha bloccato i portoni elettrificati, impedendo agli abitanti di uscire. «Siamo chiusi dentro casa», raccontano alcuni residenti di piazza Vittorio Veneto 8, rimasti intrappolati fino al ripristino dell’alimentazione. A preoccuparsi sono soprattutto i commercianti, i ristoranti e i caffè della zona. Senza corrente, frigoriferi e celle rischiano di spegnersi per ore, con il pericolo concreto di dover buttare prodotti alimentari e merce deperibile. Un danno che si somma agli incassi mancati, ai pagamenti elettronici fuori uso e alle attività costrette a rallentare o fermarsi.
L’ennesimo blocco che danneggia i commercianti e i ristoratori Già ieri diverse zone del centro erano rimaste senza luce a macchia di leopardo: piazza Vittorio, via Garibaldi, via XX Settembre e Porta Nuova. Supermercati, negozi e bar si sono ritrovati al buio. Pochi isolati più in là, in via della Consolata, anche l’anagrafe centrale ha dovuto sospendere le attività per oltre mezz’ora: computer spenti, tabelloni elettronici fuori uso e utenti in attesa. La protesta dei consumatori di Adoc Piemonte A sottolineare il problema è l’associazione consumatori Adoc Piemonte, che giudica insufficiente la risposta finora arrivata da Ireti. «Non riteniamo sufficiente il richiamo agli indennizzi automatici previsti dalla normativa nazionale nei casi di interruzione superiore alle 8 ore continuative», dichiara Alessandro Cafagna di Adoc Piemonte. «Questa impostazione non tiene conto dei danni economici indiretti causati dai blackout: perdita di clientela, mancati incassi, danni organizzativi, disagi alla mobilità e problemi per lavoratori e famiglie». L’associazione chiede maggiore chiarezza sui criteri con cui vengono riconosciuti gli indennizzi e sui tempi degli accrediti. «È necessario capire se siano previste ulteriori forme di sostegno per commercianti e consumatori che hanno subito danni economici e organizzativi», aggiunge Cafagna. Da qui la richiesta di «un tavolo urgente con Gruppo Iren, Comune di Torino, associazioni dei consumatori e rappresentanze del commercio».
















