Boiler spenti, ascensori bloccati, semafori fuori uso alla Gran Madre. Ma soprattutto negozi e attività ferme. Torino si è svegliata ancora una volta senza corrente, con una raffica di blackout che dalla notte ha colpito a macchia di leopardo gran parte della periferia nord e della precollina: Barca, Bertolla, Rebaudengo, Barriera di Milano, Madonna di Campagna, Lucento, Borgo Crimea, Madonna del Pilone. È l'ultimo episodio di una serie che da domenica colpisce la città a ondate, dal Centro alla Crocetta, da Mirafiori a Parella, dal corso Francia alla collina. Sullo sfondo il caldo, che negli ultimi giorni ha toccato i 37 gradi percepiti. In primo piano la pressione sulla rete elettrica che non regge. «Siamo al 28 maggio e la situazione è già insostenibile» In questo contesto arriva, puntuale come un guasto annunciato, la presa di posizione congiunta di Ascom Confcommercio, Federalberghi ed Epat. Tre associazioni, un messaggio solo: così non si può andare avanti. «Un imprenditore può gestire una difficoltà se sa quando si presenta e per quanto durerà», dice la presidente di Ascom Torino, Maria Luisa Coppa. «Ma quando la luce se ne va senza preavviso e senza certezze sui tempi di ripristino, diventa impossibile organizzarsi». Ascom sta preparando una comunicazione ufficiale a Ireti per chiedere chiarimenti e sollecitare un intervento definitivo sull'infrastruttura. «Non vogliamo altre promesse: vogliamo fatti concreti e soluzioni strutturali».
Blackout in mezza città, la rivolta di negozi alberghi e ristoranti: “Così non si va avanti”
Le associazioni chiedono a Ireti e alle istituzioni un piano strutturale di ammodernamento della rete elettrica, giudicando insufficienti rimborsi e interventi…










