Le squadre sono state in giro tutta la notte, ma i ripristini attesi prima per le 21 di lunedì e poi per le 2 di ieri non ci sono stati. Le vie al buio nell’elenco ufficiale di Enel non si contano nemmeno. Toccano tutti i quartieri e ancora ieri pomeriggio c’era chi è rimasto bloccato in ascensore per 50 minuti a Cascina Gatti. "Ho chiamato i vigili del fuoco, ma erano impegnati su altri interventi. Così ho dovuto aspettare chiusa nel vano". I timori dei commercianti si sono avverati: nel centro storico alcuni hanno dovuto abbassare la saracinesca. "Chiuso per mancanza di corrente", i biglietti attaccati dai negozianti, gelatai e macellai, tra via don Minzoni e via Cesare da Sesto. Nella zona di via Grandi hanno dovuto chiudere addirittura il supermercato e la farmacia, mentre l’autolavaggio e il McDonald’s sono stati alimentati da due mega gruppi elettrogeni a gasolio. In via Padre Ravasi 8, l’intero condominio è rimasto senza corrente per 14 ore.

"L’azienda E-Distribuzione non risponde ad alcuna segnalazione – racconta uno degli inquilini -. Ho contattato anche la polizia municipale che riscontra la stessa mancanza di informazione da parte di Enel. Nello stabile siamo senza condizionatori, senza frigorifero, cibo da buttare, acqua corrente al minimo, e non da ultimo ci sono anziani bloccati in casa". In via Oriani un altro stabile è arrivato a quota 16 ore. Lunedì e ieri i tecnici Enel sono stati al lavoro per ristabilire la media tensione su tutta la città. Ci sono stati singoli interventi al Rondò, in via Marzabotto 40, Croce, Dante, Cesare da Sesto oltre a quelli più ampi. In via Fratelli di Dio è stato sostituito un cavo che si era fuso a causa delle elevate temperature. "Abbiamo già tirato le orecchie al gestore della rete perché la situazione è inaccettabile. Gli investimenti sono in corso per ammodernare la rete come dimostrano i cantieri", ha assicurato il sindaco Roberto Di Stefano in un videomessaggio, prendendosela con la transizione energetica. "Non basta. Ogni anno è la stessa storia. I cittadini non sono tutelati", l’amara replica di tanti sestesi.