le riforme democratiche latitano, il petrolio correSegui Domani su Google26 giugno 2026 • 07:00Per i venezuelani la situazione non è migliorata nei mesi successivi all’attacco statunitense. L’impressione è che si stia agendo su due velocità: velocissimo sugli accordi economici per il petrolio e il ritorno delle imprese straniere, molto meno rapidamente nel gestire il ritorno democraticoI terremoti che hanno colpito il Venezuela hanno ulteriormente aggravato la situazione di un paese già devastato. Negli ultimi mesi, il paese latinoamericano ha cercato di andare avanti dopo l’attacco voluto da Donald Trump lo scorso gennaio, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Un attacco arrivato dopo anni di gravissima crisi economica e disordini sociali e politici causati dal regime guidato da Maduro. Ma la situazione nei mesi successivi all’attacco statunitense non sembra essere mElena BassoClasse 1991, dal 2019 vive e lavora come giornalista freelance in America Latina occupandosi di violazioni dei diritti umani. I suoi reportage da Cile, Argentina, Brasile, Perù ed Ecuador sono stati pubblicati da testate nazionali e internazionali, fra cui La Repubblica, BBC, The Guardian, Le Monde, Il Manifesto, L’Espresso e Il Venerdì di Repubblica. Ha vinto diversi premi giornalistici, fra cui il Premio Luchetta nel 2023 per l’inchiesta “Stolen identity” che ha coordinato per Repubblica, Le Monde e The Guardian.
Venezuela, nella faglia affonda un paese già “strangolato” dagli Usa
Per i venezuelani la situazione non è migliorata nei mesi successivi all’attacco statunitense. L’impressione è che si stia agendo su due velocità: velocissimo sugli accordi economici per il petrolio e il ritorno delle imprese straniere, molto meno rapidamente nel gestire il ritorno democratico













