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Da settembre gli Stati Uniti compiono attacchi a presunte barche di narcotrafficanti al largo del Venezuela, a novembre hanno spostato una portaerei e altre navi militari nel mar dei Caraibi, lunedì scorso hanno designato il presidente Nicolás Maduro come il capo di un’organizzazione terroristica. Nonostante un colloquio telefonico fra Donald Trump e Maduro, di cui non si conoscono i contenuti, è probabile che le tensioni fra i due paesi aumenteranno ulteriormente: le relazioni sono diventate particolarmente delicate da gennaio, con il ritorno di Trump alla presidenza statunitense, ma sono complesse da oltre 25 anni, cioè dalla prima elezione a presidente di Hugo Chávez.

Chávez fu predecessore di Maduro e autore della svolta in senso socialista del paese, con la cosiddetta «rivoluzione bolivariana» contro quelli che definiva il «liberismo selvaggio» e «l’imperialismo degli Stati Uniti d’America». Da allora i rapporti tra i due paesi sono quasi continuamente peggiorati, sia con le amministrazioni Repubblicane che Democratiche.

Il Venezuela ha denunciato il sostegno americano a un colpo di stato tentato nel 2002 e gli Stati Uniti hanno promosso sanzioni verso il regime di Maduro, che governa dal 2013 in modo sempre più autoritario. Il presidente venezuelano ha mobilitato la popolazione dicendo che esiste la minaccia di un’invasione per destituirlo.