<p>Si alza il tono della polemica nel mondo delle telecomunicazioni sul nuovo listino prezzi di Fibercop.
La società della rete, guidata dal presidente e ceo Massimo Sarmi, aspetta l'esito dell'esame Agcom previsto per luglio del nuovo tariffario, presentato ad aprile dopo l'ottenimento dello status di wholesale only e che include aumenti differenziati a seconda della tipologia di servizio (tra cui rame, Fttc e Ftth) e della zona.
Ma, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la società della rete non escluderebbe una rimodulazione degli incrementi previsti nel triennio 2026-2028 se l'autorità – anche a seguito dell'opposizione manifestata dagli operatori anche con una lettera congiunta inviata all'Agcom e visionata da questo giornale – chiedesse delle modifiche.
Va ricordato che nei giorni scorsi è stato reso noto anche un ricorso al Tribunale di Milano di Tim sul fatto che i prezzi presenti nel nuovo listino nelle aree regolate (pari al 94% del territorio) verrebbero applicati al posto di quelli previsti nel master service agreement.</p><p>Andiamo con ordine.
Se al termine dell'esame l'Agcom chiederà delle modifiche, Fibercop starebbe ragionando sul mantenimento in valore assoluto dei prezzi di approdo a fine periodo, ma spalmando gli incrementi su un arco temporale più lungo.










