PADOVA - Il caldo eccezionale che da giorni stringe il Padovano nella morsa dell'afa sta mettendo sotto pressione non solo le persone, ma anche gli impianti elettrici e di climatizzazione. Le richieste di intervento agli artigiani del settore sono aumentate fino al 40% rispetto alla norma, mentre si moltiplicano le segnalazioni di guasti, malfunzionamenti e cali di tensione.
Caldo, raffica di malori: autista si sente male a Villorba, ancora ricoverati i due anzianiLa situazione A fotografare la situazione è Confartigianato Imprese Padova. «In queste settimane registriamo un aumento degli interventi compreso tra il 30 e il 40% al giorno», spiega Flavio Carlana, presidente della categoria Installatori. Il problema principale riguarda gli impianti che arrivano all'estate senza un'adeguata manutenzione preventiva: «Con temperature così elevate le macchine lavorano costantemente sotto sforzo. Se non sono stati puliti i filtri o le unità esterne, il rendimento cala e aumentano le probabilità di guasto». Nel Padovano la diffusione dei climatizzatori è ormai molto ampia e l'utilizzo contemporaneo di migliaia di apparecchi nelle ore più calde può provocare difficoltà anche sulla rete elettrica. «In alcuni casi si verificano cali di tensione che impediscono alle macchine di funzionare correttamente e fanno intervenire i sistemi di sicurezza», osserva Carlana. A soffrire di più sono soprattutto le unità esterne. Polvere, smog e sporco possono ridurne sensibilmente l'efficienza, costringendoli a lavorare ancora più intensamente. Il consiglio Secondo gli installatori, molti utenti continuano però a sottovalutare l'importanza della manutenzione programmata. «Spesso si aspetta l'ultimo momento e ci si accorge del problema solo quando l'impianto si ferma», aggiunge il presidente di Confartigianato. «La pulizia delle unità esterne e delle pompe di calore consiglia l'esperto dovrebbe essere effettuata almeno una volta all'anno da personale qualificato, sia frigoristi sia installatori termoidraulici o elettricisti». Anche la Cna conferma un aumento delle criticità legate al caldo. «I blackout riconducibili all'uso intensivo dei condizionatori si verificano generalmente nelle ore notturne e interessano intere zone», spiega Daniele Donà, presidente degli installatori dell'associazione artigiana. «Nella maggior parte dei casi si tratta di disservizi temporanei che vengono risolti nel giro di poche ore, ma durante l'estate possono diventare più frequenti». Anche Donà evidenzia come, oltre alle condizioni climatiche estreme, pesi lo stato degli impianti. «Un condizionatore che non viene sottoposto a manutenzione consuma di più e raffresca meno. Quando la temperatura esterna aumenta, alla macchina viene richiesto uno sforzo maggiore». E questo, sottolinea l'associazione di categoria, si traduce anche in costi che arrivano a superare i 550 euro in due mesi. Gli artigiani lanciano quindi un appello ai cittadini: «Il momento migliore il controllo degli impianti è tra marzo e aprile, e andrebbe fatto ogni anno». I blackout Sul fronte della distribuzione elettrica, l'Enel rassicura che la situazione è costantemente monitorata. L'azienda precisa che le interruzioni registrate in alcune aree del Padovano, tra cui Cadoneghe e Vigodarzere, «non sono correlate all'aumento dei consumi, bensì al persistere di condizioni climatiche del tutto eccezionali che non consentono la normale dispersione del calore delle linee interrate». Per affrontare l'emergenza sono stati rafforzati i turni del personale reperibile e predisposte attrezzature aggiuntive per garantire il rapido ripristino del servizio. L'azienda ricorda inoltre di aver avviato da anni il "Progetto Resilienza", pensato proprio per adattare la rete agli effetti di fenomeni meteorologici sempre più estremi, dalle ondate di calore alle tempeste che interessano il territorio veneto.














