PADOVA - Il caldo torrido di questi giorni sta dando un carico di lavoro extra agli ospedali gestiti dall'Ulss 6 Euganea in provincia di Padova. In due giorni, tra sabato 20 e lunedì 22 giugno, si sono registrati in totale 12 casi di sincope (o pre-sincope da caldo) e 2 di colpo di calore.Il bilancio

Nel dettaglio all'ospedale di Camposampiero ci sono state 9 sincopi e un colpo di calore in un giovane che oggi è ancora in osservazione; all'ospedale di Cittadella un colpo di calore è stato accusato da un infermiere che stava trasportando un paziente e gli accessi al pronto soccorso ha registrato un +10% di accessi rispetto ai weekend precedenti. Al pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud (Schiavonia) ci sono state due sincopi da calore per un camionista e una donna che ha lavorato nei campi. Infine al pronto soccorso di Piove di Sacco una sincope da calore ha colpito un lavoratore della strada. Tutti sono stati trattati con idratazione e tenuti in osservazione prima di essere dimessi.I consigli «Ricordiamo che per proteggere chi lavora sotto il sole dai rischi dello stress termico, la Regione del Veneto ha firmato un’ordinanza che introduce misure urgenti e divieti specifici per i settori più esposti, come agricoltura, edilizia e cave - commenta l'Ulss 6 -. Fino al 31 agosto, è vietato svolgere attività lavorative all’aperto tra le 12.30 e le 16 nelle aree del Veneto in cui il portale Worklimate rileva un livello di rischio "Alto" per chi è impegnato in attività fisiche intense. Restano validi i contratti o gli accordi aziendali che prevedono tutele equivalenti o ancora più restrittive. Il divieto non si applica agli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità (gestiti da pubbliche amministrazioni o concessionari), a patto che i datori di lavoro adottino comunque misure di sicurezza specifiche per mitigare il caldo».Le linee guidaLa Regione raccomanda l'applicazione delle Linee di indirizzo sia all'aperto sia nei luoghi chiusi non climatizzati. Tra le misure organizzative principali vi sono: Limitare o evitare il lavoro nelle ore più calde. Pianificare la rotazione del personale e ridurre i tempi di esposizione diretta. Consultare la sorveglianza sanitaria aziendale. Utilizzare gli strumenti di valutazione del rischio messi a disposizione dal Portale Agenti Fisici e dal progetto Worklimate (Inail e Cnr).