PADOVA - «Da sintomi marginali come astenia, vomito, nausea, sino a situazioni più critiche, legate a casi confusionali, coma e altre patologie connesse al classico colpo di calore». È la sintesi, secondo il dottore Vito Cianci, direttore del Pronto Soccorso Azienda Ospedale Università Padova, di quella che è stata l’autentica emergenza caldo negli ultimi 20 giorni. Anche i numeri parlano chiaro. Da un’ondata di afa all’altra sono stati 140 gli accessi al reparto di emergenza del polo sanitario padovano. I più colpiti ovviamente i soggetti più fragili.
I dati Nel dettaglio i vari bollettini medici parlano infatti di oltre un centinaio di richieste di intervento per disidratazione, spesso legata alle alte temperature ma talvolta aggravata dalla presenza di infezioni o episodi di diarrea. Sono stati inoltre più di 40 le sintomatologie da sincope da calore. I medici del Pronto soccorso sono intervenuti anche per far fronte a 3 situazioni di esaurimento da calore dopo lo sforzo fisico, segnalando addirittura un caso di ricovero in terapia intensiva in conseguenza del classico, ma micidiale “colpo di calore”. La situazione a rischio non ha riguardato solo gli anziani e le persone con particolare patologie. Alcune interventi del 118 sono stati effettuati per segnalazioni critiche provenienti dai numerosi centri ricreativi estivi della città e della provincia, oggetto di osservazione da parte del pronto soccorso pediatrico, che ha gestito episodi conseguenti a patologie di disidratazione e ipoglicemia. «La raccomandazione – hanno ha sottolineato la direttrice Pronto soccorso pediatrico di Padova, Silvia Bressan – è quindi quella di evitare attività ricreativa all’aperto, mettendo i bambini al riparo in luoghi ombrosi e più freschi». Ulteriore fattore di rischio è costituito, secondo i dati restituiti dal Pronto soccorso padovano, dalle condizioni delle persone che assumono molti farmaci per diverse patologie. Un’attenzione particolare è riservata a quanti fanno ricorso ad antipertensivi, diuretici o anche a farmaci per patologie psichiatriche, per i quali il rischio di esposizione temperature elevato resta maggiore. La prevenzione Importante quindi fare affidamento alle raccomandazioni in più occasioni lanciate dai sanitari. A cominciare da quelle legate ad un abbondante consumo d’acqua e ad una dieta con cibi leggeri e ricchi di frutta e verdura, accanto al controllo di una continua idratazione per anziani, persone ammalate e bambini. Gli esperti dell’Ulss 6 raccomandano inoltre a tutti gli utenti una particolare attenzione alle modalità di conservazione e cottura dei cibi. Perchè il gran caldo di queste settimane, tra le varie controindicazioni, favorisce la possibile trasmissione di patologie connesse alla presenza di microbi nelle sostanze alimentari, resa efficace proprio dalle più alte temperature. Con la conseguenza di un dannoso propagarsi di tossine pericolose. Un pericolo piuttosto subdolo perché il fenomeno non altera l’odore o il gusto del cibo biologicamente compromesso. Le operazioni di bollitura ed il rispetto della catena caldo - freddo dei cibi, richiedono quindi, anche a livello domestico, la massima attenzione. Il bollettino dell’ondata di calore diffuso dai medici del pronto soccorso potrebbe superare nella giornata di oggi, i casi di allarme già registrati nei prossimi giorni. Sino a quando, secondo le previsioni dei meteorologi dell’Arpav, alle insopportabili bolle di afa non faranno seguito le piogge attese da mercoledì della prossima settimana. Le precipitazioni, annunciate in montagna, faranno apparizione anche in pianura. Purtroppo accompagnate da possibili fenomeni estremi come violenti nubifragi e grandine.







