HomePratoCronacaPronto soccorso no stop. Oltre 250 accessi al giorno. Occhio alla disidratazioneAnziani in stato confusionale e giovani con sintomi legati a colpi di calore le principali patologie legate al caldo. Il direttore Magazzini: "Ormai questa è la normalità, importante bere molto ed evitare l’esposizione in orari di punta".Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’estate di una volta aveva un calendario preciso. A Prato le valigie si chiudevano il primo agosto e si riaprivano il 31. Le fabbriche rallentavano, la città si svuotava, le serrande si abbassavano e perfino il pronto soccorso tirava il fiato. Oggi non è più così. Cambia il clima e cambiano le abitudini. Le ferie sono più brevi, più frammentate, distribuite nell’arco di tutta la stagione. E soprattutto il caldo non concede tregua. Così il periodo che un tempo rappresentava la pausa dell’anno è diventato uno dei momenti più impegnativi per chi lavora nell’emergenza sanitaria.

Al pronto soccorso del Santo Stefano si continua a correre come nel resto dell’anno. Anzi, da fine giugno gli accessi sono aumentati tra il 10 e il 15%, con una media quotidiana che supera abbondantemente i 250 pazienti. Le città non si svuotano più e le ondate di calore, ormai sempre più durature, stanno modificando anche il volto dell’emergenza sanitaria. "I casi che vediamo sono più o meno sempre gli stessi – spiega Simone Magazzini, direttore del Dipartimento di Emergenza e Area Critica – ma con una maggiore incidenza di problemi legati alle alte temperature. I pazienti più giovani sono le vittime più frequenti dei colpi di calore. Chi fa sport o lavora all’aperto spesso si accorge troppo tardi che la temperatura corporea si sta surriscaldando in modo pericoloso e arriva in pronto soccorso già in preda al malore". Diversa la situazione degli anziani. "Sono loro a subire maggiormente gli effetti della disidratazione e della carenza di elettroliti – continua Magazzini –. Si presentano con stati confusionali, difficoltà urinarie e altre complicanze che molto spesso richiedono il ricovero".