Mentre a Torino si registra la notte più calda dal 1753 con ben 27 gradi, l’accesso ai pronto soccorso da parte di anziani che vivono soli diventa un’emergenza clinica. Il responsabile del pronto soccorso del Maria Vittoria spiega i sintomi e la particolare cautela necessaria nel dimettere persone che potrebbero non avere una rete parentale in grado di aiutarli una volta usciti dall’ospedale. «L’isolamento sociale dell’anziano è diventato anche un problema clinico». Ne sanno qualcosa i medici dei pronto soccorso - 239 accessi al giorno in quello del Maria Vittoria, con una punta di 270 domenica 21 giugno - alle prese con una dinamica sociale, oltre che medica. Conferma il dottor Fabio De Iaco, il responsabile. Andiamo con ordine: cosa si intende oggi per anziani?«Over 65 e over 70, di questi il 30-40 per cento sono malati cronici». Come arrivano in pronto?«In ambulanza, presenti i famigliari. Ma molti vivono soli, con pochi agganci strutturati: un problema nel problema». Quindi li vedete arrivare senza accompagnatori?«Capita, e non di rado». Non hanno più nessuno?«La casistica è molto varia: alcuni sono rimasti soli al mondo, altri hanno i famigliari lontani, altri ancora hanno rotto i rapporti, o viceversa... Vediamo di tutto». Un problema, se sono soli, anche a dimetterli.«In effetti, se sono soli prima di rimandarli a casa usiamo particolare cautela e ci informiamo sulla possibilità di una rete assistenziale». Come impatta il calore sugli anziani?«In questi giorni non pesa soltanto il calore, ma la durata del calore: alla lunga, sfianca». Le cause che determinano il ricorso al pronto soccorso?«Disidratazione, causata dalla mancata sudorazione e sovente anche dalla mancanza di sete». Gli effetti sull’organismo?«Problemi renali e squilibri elettrolitici, ovvero alterazioni di sodio e potassio, ma anche il deterioramento del sistema nervoso centrale, con confusione o turbe cognitive. Tra l’altro, vediamo anche parecchi casi di polmonite». Come affrontate queste situazioni?«Li reidratiamo e riequilibriamo gli elettroliti riportandoli ad una situazione di stabilità». Poi la dimissione?«Quando possibile». Il ricovero?«Dipende da caso a caso. Purtroppo molti, una volta in ospedale, peggiorano ulteriormente e vanno incontro a diverse complicazioni: è come se si rompesse un equilibrio molto delicato».
Anziani soli e sfiancati dal caldo, il direttore del pronto soccorso: “È un’emergenza clinica”
Fabio De Iaco, responsabile al Maria Vittoria segnala 239 accessi al giorno. Il caldo prolungato provoca soprattutto disidratazione favorita dalla ridotta perc…












