Con l'ondata di calore e i condizionatori al massimo la rete elettrica è sotto stress. Le regole dell'Arera per gli indennizzi senza bisogno di moduli: ecco le soglie orarie e come ricevere i soldi

I condizionatori accesi a pieno regime, i frigoriferi sotto sforzo e i picchi di consumo nelle ore più calde stanno mettendo a dura prova la tenuta della rete elettrica italiana in questa ondata di calore che sembra non finire mai. Quando il sistema non regge e si rimane al buio, il prezzo più alto lo pagano le famiglie e le imprese. Esiste però una tutela prevista dalla legge che pochi conoscono davvero: se il blackout supera una determinata durata, il distributore è obbligato a rimborsare il cliente direttamente in bolletta, senza che sia necessario compilare moduli o presentare richieste.

Quando scatta il diritto all’indennizzo

Il Testo Integrato della qualità del servizio elettrico emanato dall’Arera parla chiaro: superata una soglia precisa di ore consecutive senza corrente, il rimborso diventa automatico. I tempi variano a seconda del luogo di residenza. Nei comuni con più di 5.000 abitanti il blackout deve durare almeno 8 ore consecutive, mentre nei comuni più piccoli, sotto i 5.000 abitanti, la soglia sale a 12 ore consecutive. E se la corrente torna ma si interrompe nuovamente entro un’ora, le due interruzioni non vengono separate, ma si sommano formandone una sola. Questo per evitare che i distributori aggirino il sistema con brevi ripristini seguiti da nuove cadute.