La decisione dell’Amministrazione comunale di consentire l’uscita anticipata alle 13 per i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia a causa delle temperature elevate rappresenta una clamorosa ammissione di fallimento. Nel 2026 è inaccettabile che strutture destinate ad accogliere bambini da zero a sei anni non siano adeguatamente raffrescate. Non stiamo parlando di uffici, ma dei nostri figli e delle insegnanti ed educatrici che ogni giorno si prendono cura di loro. Il Comune parla di "emergenza climatica" e di "ondata di calore straordinaria". La realtà è che le estati torride non sono certo una novità. Come può un genitore che lavora organizzarsi dall’oggi al domani per andare a prendere il figlio alle 13? Che fine fanno le esigenze di chi utilizza il tempo lungo? Il Comune non garantisce il servizio per cui le famiglie pagano e crea enormi disagi a chi ogni giorno deve conciliare lavoro e vita familiare. E non si venga a dire che il problema si risolve con uno sconto del 3% sulla retta. Le famiglie non chiedono sconti. Chiedono asili funzionanti, sicuri e adeguati. Mi chiedo inoltre se la principessa Kate, che ha visitato Reggio Emilia elogiando il nostro modello educativo, sia a conoscenza del fatto che nel 2026 vi siano ancora nidi e scuole dell’infanzia costretti a fare i conti con temperature insostenibili e con l’assenza di adeguati sistemi di raffrescamento. Dietro la propaganda e le passerelle istituzionali c’è una realtà fatta di bambini in difficoltà, famiglie lasciate sole e strutture non all’altezza delle sfide climatiche che tutti conoscono da anni.
"Famiglie lasciate sole. Chiediamo scuole sicure"
La decisione dell’Amministrazione comunale di consentire l’uscita anticipata alle 13 per i bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia...














