VENEZIA - I genitori della scuola dell’infanzia di Sant’Elena chiedono aiuto, Valentina Vianello, portavoce di un gruppo di genitori, chiarisce quanto sta accadendo nel plesso (che ospita potenzialmente 32 bambini) e non nasconde la necessità di rivolgersi alla Procura: «Stamattina (ieri, ndr) alle otto c’erano già 30 gradi. Stiamo preparando un esposto in Procura, raccogliendo le firme, perché il caldo è insostenibile».
La situazione Bimbi tra i 3 e 6 anni, ma anche le insegnanti, sono infatti costretti a vivere in situazioni difficili: «La situazione è nota, le avvisaglie c’erano tutte e i bambini di quell’età sono certamente fragili. Regione e Comune dicono di proteggere chi è più esposto, poi però ci troviamo con temperature di questo livello nelle aule. Non c’erano condizionatori, non c’erano ventilatori, le rappresentanti di classe ci hanno avvisato che sarebbero arrivati alcuni “pinguini” portatili, ma c’è un tema di sicurezza». Il mal di pancia riguarda i mancati interventi che si sarebbero potuti effettuare negli anni passati: «I cambiamenti climatici non sono un segreto, siamo amareggiati per questa scarsa attenzione verso i più piccoli. A metà giugno sono arrivati tre condizionatori portatili, insufficienti per la scuola, ne sono stati aggiunti due in questi giorni, ma sembrano soluzioni tampone, quando serve qualcosa di più strutturale».In terraferma Situazione analoga a Favaro, dove dall’istituto comprensivo Ilaria Alpi-Gramsci è arrivata una circolare che avvisa dei rischi: «Abbiamo ricevuto una comunicazione sul fatto che con le alte temperature e l’assenza di condizionatori il benessere dei bambini potrebbe esser non garantito, nonostante gli accorgimenti», spiega M.E., mamma di due bimbi. «Considerate le attuali condizioni climatiche e il fatto che ci troviamo negli ultimi giorni dell'anno scolastico, le famiglie che ne abbiano la possibilità potrebbero valutare, in piena autonomia, una riduzione della frequenza o la permanenza a casa dei bambini nelle giornate più calde» è scritto nella circolare dell'istituto Gramsci di Favaro-Campalto inviata ai genitori dove la colonnina ha sfiorato i 34 gradi.L’emergenza Ma punte di 32-35 gradi in classe sono la norma in questi giorni con bimbi che stramazzano fradici sul pavimento, alcuni vomitano mentre gli insegnanti si arrabattano tra qualche calo di pressione e pochi episodi di tachicardia. Il caldo eccezionale sta mettendo in crisi chi si trova ancora tra i banchi, quindi i piccolini dell’infanzia e gli studenti alle prese con la maturità. Tanto che le commissioni stanno accelerando per cercare di chiudere già con questa settimana.La maturità «Non si respira, i ragazzi, agli orali, ci stanno un'ora "nel forno", noi ci rimaniamo sei o sette ore con due ventilatori» dicono dall’istituto Veronesi di Chioggia dove si svolgono gli esami di maturità. Anche negli asili dell’istituto comprensivo di viale San Marco a Mestre la situazione è pesante: alcuni bambini hanno avuto episodi di vomito, sono irascibili, piangono tantissimo e non mangiano quasi niente. All’Italo Calvino di Jesolo registrati 31 gradi agli esami di terza media e 30 gradi con aggiunta di zanzare anche alla Baseggio di Marghera. Idem alle medie Spallanzani di Mestre, un caldo insopportabile, esami di terza in aula magna dove batte il sole mattina e pomeriggio e il 30 giugno, sempre qui ci sarà sia la riunione plenaria conclusiva che il collegio, dalle 14.30 alle 18.30, che raccoglie centotrenta docenti o più, sempre se tutti sopravviveranno.












