L’anticiclone subtropicale africano non dà tregua e, all’interno dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali, il clima è diventato invivibile. Se all’asilo nido Linus – Coopselios di via Rivoluzione d’Ottobre la battaglia per il ripristino della climatizzazione prosegue tra promesse di interventi strutturali e attese snervanti, in altre strutture la situazione ha raggiunto il punto di rottura, scatenando la protesta delle famiglie contro la gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione.
A farsi portavoce del malessere è una mamma, che ha deciso di denunciare il disagio vissuto nella scuola d’infanzia 8 Marzo. "Le mie figlie — racconta — hanno vissuto le giornate di caldo estremo in aule dove si boccheggiava, costrette a riposare in condizioni proibitive". Un periodo critico iniziato già a metà giugno, quando la climatizzazione ha smesso di funzionare. "Le maestre sono state bravissime — prosegue la donna — trasformando il disagio in un gioco per i bambini, ma la gestione istituzionale è stata inqualificabile".
La carenza di strumenti è emblematica. Non solo il Comune è arrivato tardi nel fornire ventilatori e climatizzatori portatili ("oggi mi è stato risposto che la società, che si sta occupando della manutenzione, ha messo a disposizione alcuni ventilatori e pinguini") – ma la mamma sottolinea come, già la scorsa settimana, fossero state le insegnanti a chiedere ai genitori di portare ventilatori da casa per provare ad arginare il caldo.













