Se ne parla ancora sottovoce perché le ordinanze che ogni anno, in piena estate, vietano di attingere acqua dai fiumi...Se ne parla ancora sottovoce perché le ordinanze che ogni anno, in piena estate, vietano di attingere acqua dai fiumi per irrigare i campi non sono ancora arrivate, ma la siccità è dietro l’angolo e gli agricoltori guardano il cielo con preoccupazione perché non si scorge una nuvola neanche a pagarla. Le temperature torride di questi giorni, che secondo le previsioni dovrebbero durare almeno un’altra settimana, stanno mettendo a dura prova l’agricoltura: "Il grano è stato mietuto parzialmente – dice Daniele Montemaggi, residente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini –, ma ha carenza di proteine; ci sono da irrigare mais, sorgo e girasole per ottenere un raccolto che ripaghi almeno delle spese effettuate. La frutta sta maturando velocemente ma non raggiunge una buona pezzatura dal punto di vista commerciale. L’uva rischia di maturare troppo in fretta riducendo la quantità di succo contenuta negli acini. E poi ci sono le colture orticole: finora ci siamo difesi con l’irrigazione, ma i fiumi della Romagna stanno riducendo la portata (nella foto il Savio a San Carlo), e il Po in secca mette a rischio l’alimentazione del Canale Emiliano-Romagnolo".
"Siccità, possiamo resistere una settimana"
Se ne parla ancora sottovoce perché le ordinanze che ogni anno, in piena estate, vietano di attingere acqua dai fiumi...













