PAVIA. Acqua ancora per una settimana circa, poi sarà impossibile irrigare. La siccità rischia di provocare danni irreversibili per 100 milioni di euro ad almeno 45mila ettari di risaie lomelline e pavesi: più della metà del raccolto, considerato che la superficie a riso è di circa 80mila ettari, potrebbe dunque andare bruciato. La stima di Confagricoltura Pavia è confermata sia dal Tavolo idrico convocato a Milano dalla Regione che dall’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, riunitosi ieri a Parma. L’incontro di Milano, al quale hanno partecipato gli assessori Massimo Sertori (Utilizzo risorsa idrica), Alessandro Beduschi (Agricoltura) e Giorgio Maione (Ambiente), ha confermato che permangono forti criticità soprattutto per il riso, che potrà essere bagnato ancora per pochissimi giorni. «Stiamo cercando di gestire al meglio la poca acqua che abbiamo – ha detto Sertori –. Abbiamo raggiunto il primo raccolto, ma restano criticità per la coltivazione del riso, che dipende dall’acqua in uscita dal lago Maggiore, molto in sofferenza, e dal Piemonte. Proprio nel tavolo di fine luglio abbiamo chiesto un ulteriore supporto sia alla Svizzera, che ha centrali idroelettriche a monte, sia ai concessionari italiani, in particolare Enel: vediamo se grazie a questa azione riusciremo almeno a contenere i danni alle colture di riso». (servizio completo sulla Provincia Pavese in edicola venerdì 31 luglio)