Mortara. I dati delle portate nella rete irrigua della Lomellina sono addirittura peggiori di quelli del 2022, l’anno della grande siccità: il che costa ogni giorno agli agricoltori lomellini centomila euro. La difficile situazione è stata riassunta dai vertici del consorzio irriguo Est Sesia nell’incontro con un centinaio di associati di Confagricoltura Pavia che si è tenuto nella sede consortile di corso Cavour. Il commissario di Est Sesia, Ettore Fanfani, era affiancato dal responsabile idrometrico Franco Bullano e dal vice direttore dell’area tecnica Andrea Girondini: per Confagricoltura erano presenti, tra gli altri, la presidente Marta Sempio e il direttore Alberto Lasagna. I tecnici di Est Sesia, comprensorio che si estende su circa 210mila ettari, di cui 123mila in Lomellina e 87mila nel Novarese, hanno evidenziato come la situazione sia in costante evoluzione. Bullano ha illustrato le turnazioni tra canali, attività sperimentale per ottimizzare l’uso dell’acqua. A seguire, Bullano e Girondini hanno chiarito le modalità di riparto dell’acqua praticate con il consorzio gemello Ovest Sesia, competente per il Vercellese. «Quotidianamente – hanno spiegato – si verifica quanta acqua è derivabile dal Po, dalla Dora Baltea e dal lago Maggiore a favore dei nostri due consorzi: dopo aver ottenuto questo dato, si effettua il riparto delle portate che spettano a ciascun comprensorio sulla base di un criterio stabilito nel 1991 su base storica che, di fatto, pur nella differenza delle superfici irrigate che sono maggiori in Est Sesia, prevede il riparto circa paritario delle portate». E proprio su questo aspetto si è innescato un costruttivo dibattito in quanto le condizioni idrogeologiche storiche che portarono a questo decreto non sono più attuali né realistiche. «Proprio in questo solco – hanno commentato Sempio e Lasagna – e per scongiurare i danni patiti principalmente dalla sola Lomellina e, nel caso peggiore, rendere equa la distribuzione dei mancati raccolti tra tutti i comprensori, occorre avere piena contezza delle informazioni e procedere con la richiesta di azioni anche di natura emergenziale da parte delle istituzioni». A Mortara è emerso come le imprese agricole abbiano sostenuto ormai gran parte dei costi di produzione del riso e stiano agevolando l’irrigazione sia con l’uso dei pozzi sia delle idrovore per velocizzare le azioni irrigue. Questa attività costa, nella sola Lomellina, almeno 100mila euro al giorno, spesa aggiuntiva in questo momento di forte riduzione delle quotazioni dei risoni nei mercati del triangolo Pavia-Vercelli-Novara. Il dibattito è proseguito rispetto alla sempre più complessa situazione delle tecniche di semina del riso sui diversi territori: in sostanza, semina a file interrate (la cosiddetta asciutta) sempre più diffusa o la “vecchia” sommersione delle risaie. Al termine dell’incontro mortarese, i vertici di Est Sesia hanno garantito il massimo impegno per garantire la miglior distribuzione della poca acqua disponibile, assicurando allo stesso tempo il massimo controllo sulla rete irrigua di competenza rispetto a usi irregolari o, peggio, fraudolenti dell’acqua. «Da parte nostra – hanno concluso Sempio e Lasagna – Confagricoltura esprime la ferma richiesta di equità nel riparto e di condivisione delle informazioni: proprio la rapidità nella loro condivisione, anche rispetto a scarsità e criticità, diventa fondamentale per limitare i danni»
La siccità costa centomila euro al giorno agli agricoltori lomellini
Portata dei canali inferiore al 2022, aziende costrette a pescare l’acqua dai pozzi











