Oggi è la giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità ma la condizione idrica dell’Italia, soprattutto al Sud, si sta facendo di nuovo preoccupante per l’agricoltura. La mancanza d’acqua ha un costo importante. Calcola l’Università di Trieste che il valore agricolo medio delle colture economicamente più importanti - come seminativo, frutteto, orto e prato - si aggira sui 40mila euro all’ettaro, con un massimo al Nord pari a 52mila euro e il minimo al Centro, di 20mila euro. Questo valore, però, viene modificato in maniera significativa dalla presenza o meno dell’irrigazione, introducendo una differenza fra irriguo e non irriguo pari in media a 13.500 euro all’ettaro. In termini percentuali questa forbice è più elevata al Centro-Sud (60-80%) rispetto al Nord (39%).
Il beneficio prodotto dall’irrigazione si differenzia, oltre che per latitudine geografica anche per colture praticate: nei seminativi, mediamente, l’incremento di valore riconducibile all’irrigazione è pari a circa il 27%. Il contributo massimo si registra per i suoli a colture specializzate: frutteto (+35%) e orto (+82%) soprattutto, ma è significativo anche il contributo fornito al valore dei prati (+48%) che, nel Nord, richiedono elevati volumi d’acqua.











