Milano, 11lLuglio 2026 – Viviamo un'estate torrida e sempre più segnata dalla siccità, con un'emergenza idrica che si aggrava di giorno in giorno. Di fronte a questo scenario così preoccupante è inevitabile porsi una domanda: possiamo davvero permetterci di disperdere il 42 per cento dell'acqua potabile a causa di una rete di distribuzione ormai palesemente inadeguata? In pratica, ogni giorno si perdono 157 litri d'acqua per ogni italiano, uno spreco che nel 2022 ha generato un impatto economico stimato in quasi 10 miliardi di euro all'anno. I dati sono riferiti al 2022 e sono gli ultimi disponibili. Purtroppo, nonostante la lunga serie di promesse e proclami che hanno accompagnato le campagne elettorali regionali e nazionali degli ultimi decenni, gli interventi strutturali necessari per ammodernare la rete idrica del Paese sono rimasti, in massima parte, sulla carta. Si tratta di criticità che interessano l'intera penisola, anche se in molte aree del Mezzogiorno la situazione ha ormai raggiunto livelli difficilmente accettabili. A denunciarlo è l'Ufficio studi della CGIA.
Situazione critica in tutta Italia
Sfogliando i quotidiani locali si scopre che non c'è regione d'Italia, non una, che in queste ultime settimane non sia alle prese con la carenza d'acqua. Non un'emergenza, non un imprevisto: la cronaca annunciata di un Paese che gestisce l'acqua come se fosse infinita e poi si sorprende quando non lo è. E così, puntuale come ogni estate, arriva il momento in cui il rischio che l'erogazione – di un diritto, non di un lusso – possa essere contingentata smette di essere un'ipotesi giornalistica e diventa la doccia che non funziona, il rubinetto a secco, il conto che qualcun altro dovrà pagare per anni di reti colabrodo e piani idrici mai fatti.











