A livello regionale, la Basilicata è l'area più critica, con una dispersione del 65,5% di quanto immesso in rete, seguita da Abruzzo (62,5), Molise (53,9), Sardegna (52,8) e Sicilia (51,6); le più virtuose sono Lombardia (31,8), Valle d'Aosta (29,8) ed Emilia-Romagna (29,7). Tra i Comuni, le perdite peggiori si registrano a Potenza (71 per cento), Chieti (70,4), L'Aquila (68,9), Latina (67,7) e Cosenza (66,5), mentre Como è la città più virtuosa d'Italia con il 9,2 per cento, davanti a Pavia, Monza, Pordenone e Milano. Non mancano però le eccezioni positive nel Mezzogiorno: a Trapani la dispersione si ferma al 17,2 per cento e a Lecce al 12, un dato migliore di quello registrato nel capoluogo lombardo.Tra le cause principali indicate dalla Cgia figurano le rotture nelle condotte, l'età avanzata degli impianti, gli errori di misurazione dei contatori e gli allacci abusivi. Da un punto di vista economico, è il Lazio la regione che paga il conto più salato, con perdite stimate in 1,5 miliardi di euro, seguito da Sicilia e Lombardia, entrambe oltre il miliardo. Nel 2023 il Paese ha registrato il prelievo idrico totale più alto dell'Unione europea: 36,5 miliardi di metri cubi, quasi dieci in più della Spagna e oltre dieci rispetto alla Francia.
Cgia, reti idriche da colabrodo: il 42% dell'acqua si perde per strada, un costo da 9,8 miliardi l'anno
Il rapporto della Cgia, basato sui dati Istat del 2022, fotografa una rete che fa acqua - appunto -: 157 litri dispersi ogni giorno per ogni italiano. Basilicat










