Mortara. «L’impegno del consorzio Est Sesia non basta se il risultato sono campi che bruciano per centinaia di ettari ed essiccatoi vuoti in autunno». Le parole pronunciate da Alberto Fusar Imperatore hanno scatenato un applauso liberatorio fra i 150 agricoltori arrivati ieri mattina alla borsa merci di piazza Trieste, a Mortara. Il dibattito L’incontro con i vertici del consorzio irriguo era promosso da Cia-Agricoltori italiani, presente con il presidente provinciale Andrea Emilio Antonioli e il suo vice, il cassolese Claudio Ballone. Più di due ore di serrato confronto e di polemiche, con toni anche animati, fra il mondo agricolo lomellino e i vertici di Est Sesia rappresentati dal commissario Ettore Fanfani, dal capo ufficio Idrometrie Franco Bullano, e dal vice direttore dell’area tecnica Andrea Girondini. Diverse le voci che si sono alzate durante l’intervento di Bullano, che ha cercato di rispondere a tutti con l’aiuto di Fanfani e di Girondini. L’intervento principale è stato di Fusar Imperatore, titolare dell’azienda agricola biologica “Il Sole” di Ottobiano. «Vorrei sapere – ha chiesto – delle idrovore abusive e delle idrovore con concessioni da venti litri che ne pescano 400 e vorrei sapere perché da decenni prenotiamo e paghiamo, per esempio, 800 litri a inizio stagione per sperare di averne 400 e ottenerne magari 50. Non mi piacciono nemmeno gli aumenti delle tariffe: negli ultimi cinque anni abbiamo avuto incrementi pari al 50% e, a fine anno, forse del 70%. Ribadisco il concetto: io e altri non siamo più disposti a tollerare tutto questo. Sul fatto dell’autocritica e della necessità di diversificare i raccolti e anticipare le semine siamo d’accordo e ce la vedremo a livello locale. In agricoltura vale il detto “chi sbaglia, paga”, ma solo per noi nel caso in cui sbagliamo a tarare la seminatrice o ritardiamo un intervento in campo». «È insostenibile» Giovanni Nipoti, responsabile dell’azienda Santa Maria dei Cieli di Mede-Lomello e consigliere del Gal Risorsa Lomellina, è intervenuto su un tema di stretta attualità. «Nella zona di Mede – ha detto – siamo intorno all’80% di riduzioni delle portate: la situazione è ormai insostenibile. Chiediamo che Est Sesia diminuisca i giorni di turnazione dell’acqua e, soprattutto, di conoscere gli esatti giorni in cui possiamo o non possiamo irrigare». Altro tasto dolente i pagamenti. Un agricoltore nelle prime file è stato protagonista di un battibecco con Fanfani sulla scadenza del 30 aprile scorso. «Avete inviato un ultimatum: pagate oppure non vedrete l’acqua», ha accusato. «Vero, ma poi ho emesso una circolare che annullava la prima», ha replicato Fanfani. Poi, il vigevanese Vittorio Zanetti, ex docente dell’istituto agrario “Ciro Pollini” di Mortara, ha ricordato la scomparsa delle risorgive che garantivano acqua spontanea nelle campagne e Roberta Ciceri, allevatrice a Ottobiano, ha fatto presente che la carenza d’acqua mette a rischio anche le stalle e non solo i raccolti. Lunedì pomeriggio Fanfani, alla Borsa merci, aveva incontrato gli associati Coldiretti. «Particolare attenzione – riassume Coldiretti Pavia – è stata posta alla necessità di avere dati sempre più trasparenti e condivisi relativamente ai livelli idrometrici e alle portate registrate a monte e a valle della rete irrigua. Spesso, i dati percepiti sul territorio sembrano non coincidere con le portate teoriche comunicate con significativi cali dei volumi d'acqua disponibili nei canali che generano inevitabili preoccupazioni per le colture».
Gli agricoltori della Lomellina contro il consorzio Est Sesia: «I nostri campi sono a rischio»
La denuncia durante l’incontro della Cia: «Perché paghiamo 800 litri d’acqua per averne soltanto 50?»








