Mortara. I risicoltori lomellini e novaresi fanno la pace concordando sulla necessità delle turnazioni per l’acqua in risaia, ma ora a preoccupare sono gli impianti idroelettrici e il lago Maggiore. Questo l’esito dell’incontro del Comitato consultivo del consorzio irriguo Est Sesia, competente per Lomellina (123mila ettari) e Novarese (87mila ettari), svoltosi nella sede centrale di Novara alla presenza del commissario straordinario Ettore Fanfani. Per il comparto agricolo della Lomellina erano presenti Mauro Maregatti, Domenico Carnevale Giampaolo, Riccardo Braggio e Giovanni Daghetta in rappresentanza di Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Al centro della discussione c’era l’organizzazione delle turnazioni, che nei giorni scorsi erano state mal digerite da una parte della risicoltura novarese più vicina al canale Cavour e quindi agevolata dalla loro posizione nella distribuzione dell’acqua per irrigare le coltivazioni. «Nella recente riunione del Comitato consultivo – spiega il candiese Maregatti – non si sono registrati tensioni o malumori particolari, come invece si pensava alla vigilia: anche i colleghi novaresi si sono detti favorevoli alla prosecuzione della modalità delle turnazioni, che consentono di concentrare le portate e senza le quali molte aziende agricole, soprattutto lomelline, sarebbero completamente a secco. Non è difficile capire che, con riduzioni lineari dei prelievi, molte bocche di presa sarebbero più alte del livello dell’acqua nei canali. In pratica, avremmo una riduzione del 100%. In questo modo il comprensorio irriguo, Lomellina e Novarese, cercherà di salvare il salvabile: spetterà all’Ufficio idrometrico di Est Sesia gestire al meglio la situazione fino al raccolto». Ad aggravare la carenza d’acqua per le campagne, è stato ribadito a Novara, ci sono anche le richieste degli impianti idroelettrici di Piemonte e Valle d’Aosta. «Quest’ultima regione – riassume Maregatti – non ne vuole sapere e continuerà a gestire l’acqua della Dora Baltea e dei ghiacciai alpini in modo del tutto autonomo: il Piemonte non è arrivato a questi eccessi legati a una logica meramente remunerativa, ma garantirà comunque tutta l’acqua necessaria agli impianti idroelettrici. Ne saranno coinvolti direttamente il Canale Cavour e, indirettamente, i diramatori e i canali che scendono in Lomellina». Per il robbiese Daghetta «le turnazioni stanno funzionando bene soprattutto per quanto riguarda le zone bagnate dal Roggione di Sartirana e dalla roggia Biraga, in grande sofferenza». Anche Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia, difende le turnazioni. «Est Sesia – conferma – sta operando in modo sperimentale con pratiche di turnazione che, vista la loro natura eccezionale, possono determinare inevitabili e potenziali criticità anche per un limite infrastrutturale del sistema irriguo che, nei secoli, non ha mai visto un uso alternato. Spesso la turnazione risulta l’unica modalità per avere corpi idrici sufficientemente strutturati, pur se molto limitati nel tempo, per irrigare in modo esteso almeno una parte delle superfici aziendali. Le turnazioni nei corpi idrici, con ogni probabilità, potrebbero avere impatti diretti e molto rapidi sull’andamento della falda freatica». Ma gli occhi sono puntati anche sul lago Maggiore, il cui emissario Ticino bagna soprattutto la Lomellina orientale attraverso il canale Regina Elena. Il Consorzio del Ticino, ente regolatore del lago, sta decidendo anche in base a eventuali precipitazioni: in caso contrario, l’acqua rilasciata nel Ticino potrebbe diminuire drasticamente e per le risaie sulla sponda destra del fiume sarebbe un grave problema.
Agricoltura, pace tra Lomellina e Novara: approvate le turnazioni nelle risaie irrigate da Est Sesia
«Senza questa soluzione molte aziende sarebbero completamente a secco»
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