Mortara I risicoltori novaresi contro le turnazioni dei canali irrigui. Questa posizione, che condannerebbe le risaie lomelline a bruciare prima della fine del raccolto autunnale, sarà ribadita anche lunedì a Novara in occasione della riunione del Comitato consultivo dei risicoltori presieduto dal commissario straordinario di Est Sesia Ettore Fanfani. Sembra dunque ripetersi la guerra del 2022 fra le due componenti all’interno del consorzio irriguo Est Sesia, ente che fornisce l’acqua a 210mila ettari, di cui 123mila in Lomellina e 87mila in Piemonte. Il candiese Mauro Maregatti è un componente del Comitato consultivo. «Credo che la questione sia molto chiara, arrivati a questo punto della stagione irrigua – spiega il risicoltore lomellino –. Senza turnazioni, che consentono di concentrare le portate, molte aziende sarebbero completamente a secco: non è difficile capire che, con riduzioni lineari dei prelievi, molte bocche di presa sarebbero più alte del livello dell’acqua nei canali. In pratica, avremmo una riduzione del 100%». Quest’anno, fra l’altro, il periodo di irrigazione delle risaie dovrà allungarsi almeno fino a Ferragosto, mentre in annate irrigui normali alla fine di luglio il riso inizia a spigare e quindi necessita di molta meno acqua. «Ci sono varietà tardive, fra cui l’Araldo, la cui fioritura non comincia prima del 15 agosto – prosegue Maregatti –. Poi si devono valutare le semine di fine maggio, più di un mese dopo rispetto al periodo convenzionale: di positivo c’è che stanno finendo le bagnature del mais e quindi la poca acqua potrebbe essere utilizzata solamente per i risi in ritardo vegetativo». Ma la condizione è che Est Sesia prosegua nelle turnazioni delle richieste irrigue delle aziende agricole lomelline. «Sappiamo – conclude Maregatti – che a Novara, quindi a ridosso dei grandi canali irrigui come il Cavour, i nostri colleghi non sono abituati a turnare l’acqua, ma credo che sia necessario proseguire ancora su questa strada per salvare il riso della Lomellina». Sulle reti sociali un agricoltore novarese ha scritto: «Incredibile la poca professionalità di chi gestisce queste turnazioni, chiudono e non dicono neanche con precisione fino a quando. No alle turnazioni, sì a una riduzione lineare qualsiasi essa sia, a patto che sia equa». Come emerso nel recente incontro organizzato a Mortara da Confagricoltura Pavia, Est Sesia sta operando in modo sperimentale con pratiche di turnazione che, vista la loro natura eccezionale, possono determinare potenziali problemi anche per un limite infrastrutturale del sistema irriguo che, nei secoli, non ha mai visto un uso alternato. «Spesso la turnazione – commenta Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – risulta l’unica modalità per avere corpi idrici sufficientemente strutturati, pur se molto limitati nel tempo, per irrigare in modo esteso almeno una parte delle superfici aziendali». Il futuro delle risaie sarà deciso lunedì a Novara.