I pazzi e la via di mezzo
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In poche ore crollo della portata, avanza il cuneo salino. I Canottieri: "Mai così in maggio". Il Consorzio: "Acqua per mais e grano". La Cgil: "Stop nei cantieri negli orari più cocenti".
Già in aprile i segnali c’erano, c’erano tutti. Lungo il Grande Fiume -70% di precipitazioni, la portata a Pontelagoscuro a meno 37% rispetto alla media del periodo. Ma il ’bello’ doveva ancora venire. La portata, sempre a Pontelagoscuro, ieri è scesa a 650 metri cubi al secondo, erano 750 solo il giorno prima. Alessandro Andreotti fa parte della società Canottieri. Conosce bene quel gigante d’acqua, fa scivolare la sua barca con un remo con il quale fa leva sul fondale. Ogni volta si alza una ’bolla’ di fango, in alcuni punti sembra uno stagno che boccheggia sotto quel maglio che ha toccato in pochi giorni 35 gradi. Ma il ’bello’ sarà oggi, picchi di 37 gradi. Guarda la sponda, già una lingua di sabbia e fango che continua ad allargarsi sotto quel sole implacabile. Dice: "A maggio non ho mai assistito ad uno scenario così. In pochi giorni il livello è crollato, continua a scendere, sembra calare a vista d’occhio. Impressionante". L’aria sembra ferma, come la corrente, lungo il pontile la barca dei vigili del fuoco. Andreotti riesce anche a scherzare, il sole che brucia come a luglio inoltrato. "Faren al bagn in tla sabbia", la battuta si perde in quella solitudine. "Faremo il bagno nella sabbia" sul serio davanti a quella corsa al ribasso che prosegue da diversi giorni, scende rapidamente puntando ai fatidici 450 mc/s. E’ questa la soglia minima, poi il mare inizierà ad entrare anche nei rami del Delta. E’ l’incubo degli agricoltori. Non solo. L’avanzata del cuneo salino compromette lo stato di salute del Po, trasforma i terreni in strisce gialle, dove non cresce nemmeno un filo d’erba. C’è uno spettro. Estate 2022, la grande siccità. E’ stata l’estate più siccitosa di sempre, almeno da quando si misurano le portate del fiume Po (inizio del 1800). Ricorda bene quell’anno Stefano Calderoni, presidente del Consorzio Bonifica di Ferrara, vicepresidente Anbi (associazione nazionale dei consorzi). "Nel 2022 il Grande Fiume è sceso a 150 metri cubi al secondo, siamo molto lontani da quella soglia. Anche se...". Se continua così il timore rischia di diventare qualcosa di più. "In questo momento la situazione è sotto controllo, abbiamo una notevole disponibilità d’acqua dai grandi laghi. Alimentano il Po e ci consentono di tenere alto il livello". E di attingere per le irrigazionii. Il clima folle costa caro. "Siamo già partiti con le irrigazioni d’emergenza. In questo periodo e in questa fase delle coltivazioni è un intervento inedito". L’acqua, tanta acqua serve al mais, in quella crosta di terra le piantine soffocano. "In alcuni casi gli agricoltori ci hanno chiesto acqua anche per il grano. Ci siamo già misurati con temperature così a maggio. E’ stato lo sbalzo repentino a cambiare il quadro. In poche ore siamo saliti di una decina di gradi, il caldo che opprime anche la notte". Se la campagna piange nei cantieri nessuno ride. Il catrame sembra bollire nelle strade. Soffrono anche gli studenti e i professori nelle aule, in alcuni casi come forni. La Cgil rivolge un appello alla Regione. "Deve emanare subito un’ordinanza che vieti il lavoro con esposizione continuativa al sole nelle ore più calde della giornata. Non c’è tempo da perdere. Le temperature di questi giorni sono già elevate con ondate di calore che colpiscono in anticipo rispetto agli anni scorsi lavoratori esposti al sole diretto nelle fasce orarie più critiche senza alcuna tutela normativa. Aspettare i primi di luglio significherebbe mettere a rischio la salute e la vita di persone che ogni giorno lavorano nei campi, nei cantieri, nei piazzali e sulle strade delle nostre città".






