Mentre l’ondata di calore persiste lungo tutta la Penisola, al Nord torna a peggiorare rapidamente il quadro della disponibilità idrica. A Pontelagoscuro, nel Ferrarese, la portata del Po è scesa a 298,42 metri cubi al secondo, dopo che appena nella prima settimana del mese superava i mille metri cubi al secondo.
Un calo repentino, che ha già riportato il grande fiume sotto la soglia critica di 450 metri cubi al secondo, indicata come limite per assicurare la piena efficacia delle due barriere antisale sui rami del Po di Tolle e del Po di Donzella. Nel suo ultimo aggiornamento, l’associazione nazionale che riunisce i Consorzi di bonifica (Anbi) segnala che la media dei flussi a Pontelagoscuro è rimasta al di sotto di 330 metri cubi al secondo, favorendo la risalita dell’acqua marina nell’entroterra.
Il cuneo salino ha raggiunto l’incile del Po di Gnocca, a circa 20 chilometri dal mare, rendendo impossibile l’irrigazione nei territori di Porto Tolle e nell’isola di Ariano, a sud di Ca’ Vendramin. E il margine di sicurezza resta ristretto: se la portata dovesse scendere sotto i 250 metri cubi al secondo, l’ingressione salina potrebbe avanzare fino a una trentina di chilometri dalla costa.















