Dipingere il socialismo democratico americano come un movimento anti-tycoon ne offusca il carattere fortemente propositivo e la centralità che la politica di classe, non identitaria, gioca al suo interno. In particolare, è la crescita delle disuguaglianze tra capitale e lavoro la chiave di una mobilitazione sempre più largaLe primarie democratiche svoltesi questa settimana a New York e vinte dai candidati sostenuti dal sindaco Zohran Mamdani sono una prova della forza dell'ala sinistra del Partito democratico statunitense e della sua capacità di influenzare la battaglia per il controllo del Congresso nelle midterm di novembre. Esse sono state anche l'occasione per riaprire il dibattito sul perché la sinistra americana si stia radicalizzando: negli ultimi anni leader democratici che si autodefiniscono socialisti (mPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Chiara CordelliProfessoressa ordinaria di filosofia politica all’università di Chicago e senior research fellow a Sciences Po, Parigi. È autrice di Privatocrazia (Mondadori 2022) e The Privatized State (Princeton University Press 2020).