Le primarie democratiche di martedì notte a New York non sono state una semplice tornata elettorale, ma la prova che il movimento socialista americano, dopo l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco, non si è fermato: si è allargato, consolidato, e continua a vincere.
Il dato più clamoroso arriva dal 13° distretto congressuale, di Manhattan e Bronx, dove Darializa Avila Chevalier, organizzatrice comunitaria di 32 anni sostenuta dai Democratic Socialists of America (Dsa), ha battuto il deputato uscente Adriano Espaillat, in carica da cinque mandati, primo congressista dominicano-americano della storia Usa.
NEL 7° DISTRETTO, Claire Valdez, deputata statale ed ex dirigente del capitolo newyorchese del Dsa, ha sconfitto Antonio Reynoso, presidente di Brooklyn, sostenuto dalla deputata uscente centrista Nydia Velázquez e dal Working Families Party.
Nel 10° distretto, tra Lower Manhattan e Brooklyn, ha vinto Brad Lander, ex assessore comunale ed ex revisore dei conti della città. Aveva corso anche come sindaco nel 2025 spalleggiandosi con lo stesso Mamdani, che lo ha ora appoggiato in questa corsa per il Congresso contro il deputato uscente Dan Goldman, che aveva partecipato all’impeachment di Trump. Lander ha vinto con quasi il 66% dei voti, in una campagna costruita anche sul tema dei migranti. A New York l’ex assessore è conosciuto e amato per essere in prima fila nella difesa dei cittadini immigrati finiti nel mirino di Ice sin dall’inizio di questa amministrazione Trump. A causa del suo impegno è stato arrestato all’interno del tribunale dell’immigrazione di 26 Federal Plaza, e non per questo ha interrotto la sua battaglia.












