Manca visione condivisa e regole chiare
Biagio Marzo
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Alle primarie distrettuali di New York hanno stravinto i candidati sostenuti dal sindaco Zohran Mamdani. Ciò significa che il giovane primo cittadino della Grande Mela non rappresenta un fenomeno isolato, ma può contare su un consenso radicato, capace di trasferire forza elettorale anche ad altri candidati democratici. Da New York, l’idea di un socialismo democratico si sta irradiando verso altri Stati, influenzando progressivamente il Partito Democratico. Non è escluso che, in questo contesto, Alexandria Ocasio-Cortez possa decidere di candidarsi alle future primarie presidenziali. Negli Stati Uniti la questione socialista torna d’attualità perché affonda le proprie radici nelle profonde disuguaglianze economiche e razziali, nella debolezza del welfare e nelle difficoltà crescenti dei ceti più fragili.
Il paradosso è evidente: mentre negli USA cresce la domanda di politiche socialiste, in Europa e in Italia il socialismo continua a perdere terreno, privo di leadership autorevoli e di una visione politica riconoscibile. Del resto, le idee camminano sulle gambe degli uomini. In Italia, dopo la sinistra di governo di Bettino Craxi, si è aperto un lungo deserto. Viene spontaneo richiamare Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati, con l’auspicio che il socialismo italiano non finisca come il protagonista Giovanni Drogo, consumando l’attesa di un’occasione che non arriva mai. Sarebbe invece necessario che la sinistra italiana ed europea smettesse di inseguire la destra sul terreno economico, sociale e del welfare, tornando a proporre un proprio modello di sviluppo. Il cambio di passo è ormai indispensabile. All’orizzonte, tuttavia, non si intravedono segnali incoraggianti.









