La scommessa è vinta. “Un anno fa, non era la fine di un movimento politico. Era l’inizio”. Festeggia il sindaco socialista di New York, Zohran Mamdani, che ieri ha girato in tutta la città per celebrare il trionfo dei suoi candidati alle primarie democratiche per il Congresso: Brad Lander, Darializa Avila Chevalier e Claire Valdez. Il loro successo rafforza la posizione del primo cittadino come figura di riferimento della sinistra democratica, e allo stesso tempo terremota l’estabilshment dei dem, accentuando le tensioni con i vertici del partito. Il leader democratico alla Camera Hakeem Jeffries si era schierato accanto ai candidati usciti perdenti, tutti più moderati e con maggiore esperienza politica.

Sulla campagna elettorale hanno pesato sopratutto alcuni temi: il costo della vita, l’immigrazione e Gaza. I candidati vicini a Mamdani, in linea con il primo cittadino, hanno adottato posizioni fortemente critiche verso Israele, favorevoli all’abolizione dell’Ice e a una maggiore tassazione dei redditi più elevati. Anche per questo i risultati di oggi vengono visti come un segnale importane al Partito democratico. Non a caso Lander, uno dei vincitori, così ha commentato i numeri: “È ora che il Partito democratico si allontani dal denaro oscuro, dai pac finanziati dalle criptovalute, da Wall Street, dall’intelligenza artificiale e dall’Aipac. La gente lo ha capito”.