Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl lato occasionale degli insulti trumpiani a Giorgia Meloni ha una sola causa: Trump ha subito una cocente sconfitta in Medio Oriente. Donde il nervosismo, sfogato di volta in volta contro i capi di governo europei, Meloni compresa. Se l’idea era quella di fare l’America «di nuovo grande», l’ha ridotta a «mai così sola». Il presidente sta perdendo egemonia, sta perdendo forza. Ma c’è un lato storico della vicenda, soltanto a partire dal quale è possibile decifrare gesti, altrimenti interpretabili solo come follia. Nella quale sta nascosta sempre della razionalità, ancorché perversa. Dal 1989 è incominciata una deriva incontrollabile delle placche tettoniche della geopolitica mondiale. Come scrive Alessandro Colombo nel libro «Il suicidio della pace», siamo entrati in «un mondo fuori controllo». Il vecchio ordine mondiale è collassato: una grande potenza in ridimensionamento: altra e altre correlativamente in ascesa («la trappola di Tucidide» è un’espressione che, uscita dalla penna di Graham Allison, è finita in bocca anche a Xi Jinping); potenze regionali in cerca di spazi «oltre» i confini; un aumento accelerato del riarmo, come dimostrano le cifre fornite dal Sipri, Stockholm International Peace Research Institute. La guerra è tornata come possibilità politica concreta nell’orizzonte del mondo, delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione, ma attraverso la sua superiorità nell'uso della violenza militare. Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai». Ecco perché oggi questo «Occidente» è percorso da linee di faglia profonde. Sta nascendo il Medio-Occidente europeo, da cui l’Estremo Occidente americano si sta allontanando.
È un mondo fuori controllo. Nasce il Medio-Occidente europeo, da cui l’Estremo Occidente Usa si allontana - ItaliaOggi.it
È in atto (lo aveva scritto Samuel Hungtington nel 1993) la «de-occidentalizzazione del mondo»: «L'Occidente non ha conquistato il mondo con la superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione, ma attraverso la sua superiorità nell'uso della violenza militare. Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai».













