Com’era la storia di Trump che se ne infischia della pace e vuol consegnare il mondo ai dittatori? Il tempo è galantuomo, stavolta non abbiamo neppure dovuto aspettare tanto. La sua decisione di bombardare i tre siti nucleari dell’Iran non è un favore fatto a Israele e all’America, ma all’intero Occidente. Contro le previsioni dei soliti esperti che non ne azzeccano mai una, Trump ha rimesso al centro della scena internazionale la deterrenza degli Stati Uniti, la potenza di fuoco del Pentagono, un ottimo argomento contro i tiranni e i terroristi. È un avviso anche all’uomo del Cremlino, Vladimir Putin, visto che l’Iran è un alleato della Russia e il club dei suoi amici in Medio Oriente si è ristretto.
La macchina da guerra degli Stati Uniti serve ancora al mondo, più di quanto si immagini. Trump non bluffa e ora tutti lo sanno, non può ignorarlo Putin e dovrà tenerne conto anche il presidente della Cina, Xi Jinping, prima di fare passi azzardati a Taiwan e nel Pacifico. La fazione più isolazionista del movimento “Maga” è finita all’angolo, ha perso di fronte a un presidente certamente sopra e sotto le righe, ma sempre attento al risultato finale che in questo caso era quello di impedire all’Iran di avere la bomba atomica. Missione compiuta. Da ieri il Medio Oriente ha un’occasione in più per trovare stabilità, pace e benessere.














