C’è un corollario della guerra mediorientale che in realtà non è tale, è il fattore che potrebbe chiudere la partita. Scomoda nientemeno che il significato ultimo del trumpismo, il quale manda al macero la sua caricatura allestita dal mainstream globalista, ma (involontariamente?) avvalorata anche dai segmenti ossessivamente autarchici del mondo Maga. In sintesi: un’America di nuovo Grande non può essere un’America isolazionista, pena un controsenso palese. Non esiste grandezza dell’America senza presidio della sua potenza globale e fin imperiale (è la dialettica tra “democrazia” e “impero” presente già nell’Atene di Pericle e raccontata da Tucidide). È esattamente l’errore che Trump rimprovera a Biden, fin dalla ritirata scomposta dall’Afghanistan, e che nei giorni scorsi ha spiegato a modo suo, via social, a un pezzo da novanta del Maga ultra-autarchico come il giornalista Tucker Carlson: «Qualcuno per favore spieghi al bizzarro Tucker Carlson che L’IRAN NON PUÒ AVERE UN’ARMA NUCLEARE!». Il maiuscolo definisce l’interesse nazionale, e di potenza, americano.
The Donald non è un neo-conservatore che sovraespone l’America nel mondo, con aggravio di vite americane e di esborso per i contribuenti. È però un leader assertivo e realista, che individua le priorità per gli Stati Uniti e la loro rete di alleanze (di cui Israele è protagonista indiscusso) e le tutela con tattica variabile, ma strategia indefettibile. Una postura che ha scandagliato sul Daily Signal Victor Davis Hanson, intellettuale di punta del mondo conservatore ed esperto di storia militare. Trump, anzitutto, non è né un «intervista» ideologico né un «isolazionista» ideologico. Piuttosto, «era ed è chiaramente un populista-nazionalista». In senso, però, prettamente americano (laddove l’espressione su suolo europeo conserva invece anch’essa una rigidità ideologica). Ovvero, uno che mantiene come bussola la domanda: «Cosa, in un’analisi costi-benefici, è nel migliore interesse degli Stati Uniti in patria e all’estero?». È svolgendo questa analisi, secondo Hanson, che nel primo mandato ha bombardato pesantemente l’Isis sostenendo l’offensiva curda, ucciso il generale-architetto del Terrore Soleimani, ucciso il Califfo al-Baghdadi, perfino applicato a Putin una deterrenza efficace, a differenza di Obama prima e Biden poi.








