RIAD - Molte etichette sono state applicate alla politica estera di Trump: America first, isolazionista, transazionale, imperialista, protezionista. Nel discorso d’insediamento Trump ha detto che i successi dell’America saranno determinati dalle «guerre in cui non interverremo mai», ma ha parlato anche di riprendersi il Canale di Panama. Ha detto che è ora di porre fine all’interventismo in Medio Oriente, ma anche che gli Stati Uniti dovrebbero controllare Gaza dopo aver ricollocato i palestinesi. Si dice spesso che Trump non ha una vera «dottrina» e punta a fare accordi, ma martedì a Riad ha pronunciato quello che la Casa Bianca ha definito un importante discorso di politica estera. Il suo approccio transazionale è diventato «dottrina». Addio nation building.
La dottrina Trump: «Capitalismo clientelare su scala globale. Fa accordi e vuole un mondo sicuro per gli affari»
Condanna dell’interventismo neocon e di quello umanitario. Sì a una politica degli «accordi» in chiave economica: «La pace produce profitti»






