Èun bel personaggio da fine impero, il Donald Trump dipinto da Ezio Mauro su La Repubblica: uno che «promette l’età dell’oro al suo popolo; minaccia l’età della pietra per i suoi nemici; trascina nell’età del ferro e del fuoco tutto il resto del mondo», scioglie i freni della democrazia liberale e porta il caos. Poi il volo atterra nella polemica di casa: «Quale modello di civiltà sceglie Giorgia Meloni?». Eccolo, il bersaglio. Il guaio è che sotto l’invettiva si apre un vuoto. Mauro non dice chi e come dovrebbe opporsi all’America di Trump. Se siamo davanti a «una prova di inciviltà portata avanti in nome di una presunta civiltà superiore», il lettore avrebbe diritto di sapere quale sarebbe l’alternativa. L’Unione Europea? Questa Ue burocratica nella rappresentanza, pachidermica nelle decisioni, balcanizzata nella linea politica, dipendente nella difesa e nell’energia, stanca nella demografia, frastornata dall’immigrazione fuori controllo? Mauro scrive che il nemico non viene scelto «sulla base dei valori, ma degli interessi». Come se la storia avesse mai funzionato altrimenti. Ma quali sarebbero i nemici inventati da Trump? Il regime iraniano del «Death to America»? Hamas, Hezbollah e la pulsione eliminazionista contro Israele? L’islamismo che considera la libertà occidentale una corruzione da espugnare? Fantasie del trumpismo in salsa Netanyahu o dati di realtà?