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9 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:19
Oggi la prendo un po’ alla lontana per provare a penetrare nella psiche collettiva che anche in Italia si indirizza in misura crescente verso l’Internazionale della nuova destra reazionaria, che ha nel presidente degli Stati Uniti il suo lider maximo; il quale ribadisce l’impegno a difesa dei “valori cristiani” per giustificare l’attacco all’Iran in combutta con il luciferino Netanyahu. Indizio utile a fare emergere le affinità elettive tra questo demolitore sfascista e la nostra premier; che in terra spagnola, nell’adunata dei camerati di Vox, si qualificava insieme a donna e madre come “yo soy cristiana”.
Giorgia e Donald accomunati dall’identificazione in un’eresia medio-orientale predicata da un palestinese (ammesso non si tratti di una figura meramente simbolica), nel suo guazzabuglio sincretico di monoteismo ebraico e politeismo pagano del dio uno e trino; acrobaticamente giustificato nell’illogico “credo qui absurdum” attribuito a Tertulliano. Ma una credenza che tre secoli dopo la scomparsa del promotore veniva elevata nel Concilio di Nicea a rango di religione di Stato. Dunque un approdo altamente identitario come bene rifugio in tempi incerti, quando dilaga lo smarrimento. E la contestuale corsa alle certezze rassicuranti, qualunque esse siano e ovunque si trovino.






