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14 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:19
Solo dopo nove ore la presidente Meloni e Salvini hanno balbettato qualche parola di solidarietà con Leone e preso timidamente le distanze da Donald Trump. Purtroppo per loro non si tratta di biascicare qualche rosario e rassicurare il Papa; qui non sono in discussione solo le bestemmie di Trump, ma le sue azioni. Quelle del presidente americano e del suo vice, JD Vance, non sono parole dal “sen fuggite”, ma discendono da una lunga serie di assalti e provocazioni iniziate contro Papa Francesco e contro le sue encicliche, ritenute destabilizzanti sul piano etico, politico, sociale, economico. Le preghiere a Lampedusa, la lavanda ai piedi degli ultimi della terra, la sottrazione del nome di Dio ai nuovi crociati, la difesa della terra dai predatori, l’accoglienza e l’abbraccio verso chi fugge da guerre, fame, torture, sono tra le ragioni di una rottura che ha avuto una lunga gestazione.
Dopo l’elezione di Leone vi è stata una breve tregua, dovuta alla illusione di aver cancellato Francesco, di aver messo sotto tutela il Conclave, e di aver posto sotto controllo persino la Santissima Trinità, denotando, ancora una volta, la volgarità e l’improvvisazione che ispirano ogni azione del governo Trump. Da allora si è intensificato il genocidio a Gaza, le violazioni del diritto internazionale, i bombardamenti su Beirut, lo scontro con l’Iran, una civiltà da distruggere, per citare il presidente Usa.













