L'attacco di Donald Trump al Papa scuote la politica italiana e crea imbarazzo nel governo, con la premier Giorgia Meloni che reagisce prima con una nota di routine e a fine giornata affondando la lama contro il presidente degli Stati Uniti.

In mattinata invia un messaggio di "ringraziamento" al pontefice per il suo viaggio in Africa all'insegna della "pace; nel tardo pomeriggio - dopo una valanga di critiche da parte delle opposizioni - condanna apertamente le "parole inaccettabili" dell'inquilino della Casa Bianca "nei confronti del Santo Padre".

"Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza", premette la presidente della Consiglio. Alla base della decisione finale di entrare in contrasto diretto con il tycoon potrebbe esserci stato un mix di fattori: dal fortissimo pressing del centrosinistra, alla valutazione del sentiment della stragrande maggioranza degli italiani contrari all'attacco di Trump e più in generale alle sue politiche. Nel primo messaggio al Pontefice, Meloni non menzionava il presidente degli Usa. Una circostanza che ha indispettito le opposizioni. "La premier deve dire una parola", la richiesta del Pd. "Meloni, 'madre, cristiana', ancora non si è schierata - ha affermato del leader del M5s Giuseppe Conte -. Forse anche qui 'non condanna e non condivide', come sugli attacchi in Iran?". Silenzio "vergognoso" sulla "blasfemia di Donald Trump", l'accusa di Angelo Bonelli di Avs. E anche il secondo intervento - più incisivo - della premier non placa tutte le critiche: "Dopo un'intera giornata di sdegno mondiale, Meloni trova finalmente il coraggio di dissociarsi. Che le ci sia voluto così tanto tempo è penoso", punge Raffaella Paita di IV.