È scorretto classificare lo screzio con Giorgia Meloni, con tanto di crisi diplomatica, come un episodio d’intemperanza trumpiana: è la manifestazione di una postura consolidata di possesso e sovranità nei confronti dell’EuropaSarebbe una specie di sollievo se gli insulti di Donald Trump alla premier Giorgia Meloni, che nella sua versione affidata a una breve intervista telefonica con La7 implora un impietosito presidente americano di fare una foto con lui al G7, fossero le esternazioni incontrollate di un ottuagenario che passa le notti a scrivere su Truth qualunque pensiero gli passa per la testa, sapendo che sarà poi superato da un nuovo umore. Trump vive e comunica oltre il principio di non contraddizione, abitaPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Mattia FerraresiModenese, come tutti. Giornalista di Domani, scrive di politica estera e altre cose. È stato caporedattore per quattro anni. Ha lavorato per il Foglio e scrive per New York Times, Wall Street Journal, Boston Globe, Foreign Policy. Ultimo libro: I demoni della mente. Il racconto di un'epoca in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto (Mondadori)