Grande è la confusione sotto il cielo dell’internazionale di destra, anche se la situazione non si direbbe eccellente. Di rientro dal G7 di Evian, un indispettito Donald Trump ha risposto ai microfoni di La7 dichiarando che la premier Giorgia Meloni l’avrebbe supplicato di fare una foto insieme durante il vertice.

«Probabilmente è contenta che io le abbia parlato! Non ero obbligato a parlarle – ha inveito a L’aria che tira – Mi ha implorato di fare una foto con lei! Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena».

Tanto è bastato per mandare in tilt l’Esecutivo, da sempre attento a vantare un rapporto di speciale amicizia con The Donald. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha risposto di non poter immaginare Giorgia Meloni «chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia […] Immagino quanto le costerà non commentare come meriterebbe questa nuova caduta di stile del presidente Usa». Ma c’è poco da immaginare, perché Meloni ha invece risposto subito attraverso Instagram (sic) per spiegare, ce ne fosse bisogno, che «io e l’Italia non imploriamo mai».

Visto dall’opposizione il siparietto sarebbe anche divertente, non fosse che chiama in causa i rapporti geopolitici con quella che è ancora – sebbene in rapido declino – la principale potenza globale. Sotto la guida del presidente Trump, la democrazia Usa ha imboccato la via del populismo autoritario, che si permette di sbeffeggiare anche i propri presunti alleati politici oltre che, naturalmente, i modelli di sviluppo contrari al continuo arricchimento delle proprie élite (sovente legate ai combustibili fossili).