BRUXELLES. Non è bastato il lavoro di cesello diplomatico, le pose studiate ai margini del G7 di Evian-les-Bains, né il tentativo di riaprire un canale personale con la nuova amministrazione americana. Da Bruxelles, dove è impegnata nel Consiglio europeo, Giorgia Meloni si ritrova di nuovo esposta al fuoco di Donald Trump, che riporta la relazione su un piano pubblico, grezzo, tutt’altro che diplomatico. In una telefonata a “L’Aria che tira” su La7, il presidente americano rilegge a modo suo il vertice francese e un episodio laterale che diventa caso: «Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena». Un passaggio che si innesta sui momenti in cui la premier italiana ha cercato di forzare le geometrie del summit, agganciando una conversazione già in corso con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e poi moltiplicando le occasioni di contatto diretto con il presidente americano. Era una strategia di prossimità, quella di Palazzo Chigi: occupare lo spazio, ridurre le distanze, tenere aperto un filo privilegiato con Washington tarando ancora una volta i rapporti dopo che la negazione dell’uso delle basi militari e gli attacchi USA a Papa Leone XIV avevano aperto una frattura tra Roma e Washington. Ma quel tentativo di costruire confidenza si ribalta ora in racconto pubblico, e il racconto, si sa, è già politica. Trump, infatti, non si limita all’episodio. Allarga il campo, rivendica autonomia totale nei rapporti bilaterali e torna a colpire l’Unione europea sulla gestione dei flussi migratori e dell’energia, lasciando intendere che nessuna interlocuzione è automatica. Soprattutto quella con Roma.
Trump: “Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”
Il presidente degli Usa lo ha dichiarato al programma di La7 “L’aria che tira”










