Il memorandum che riapre lo stretto di Hormuz - e forse non porterà mai a un vero accordo soprattutto sul nucleare - ha un sicuro vincitore, ed è il mercato. Le ragioni del commercio internazionale, le preoccupazioni per la congiuntura economica, per il livello dei prezzi soprattutto negli Stati Uniti, hanno prevalsosu tutto il resto mettendo a rischio persino la storica alleanza americana con Israele. Trump aveva l’urgenza di arrivare a un compromesso. Qualsiasi compromesso. Le elezioni di mid term sono alle porte. Si è scoperto (non ci voleva molto) che il tempo era dalla parte del regime liberticida e sanguinario di Teheran non di Washington. È incredibile come si possano commettere errori divalutazione strategica così gravi nell’era dell’intelligence più tecnologica e raffinata. Non bastava un’ondata massiccia di bombardamenti per piegare un regime. Ora il potere dei pasdaran schiaccia indisturbato l’opposizione interna che si affermava di aiutare. È sbalorditiva la sciatteria che ha portato a trascurare l’importanza strategica dello stretto di Hormuz checomunque, pur riaperto, non sarà libero come prima. Forse anche perché gli americani non hanno una grande industria armatoriale.Stupisce che nei punti dell’intesa ci sia anche la riammissione dell’Iran al commercio del petrolio in barba a tutti gli embargo ritenuti indispensabili per punire gli ayatollah e alle dure multe inflitte a qualsiasi società che abbia, in giro per il mondo,qualche rapporto con Teheran. Ha vinto il mercato anche in questo caso. Ma il ritorno alla normalità sarà tutt’altro che immediato. Gli esperti valutano il tempo necessario in cinque o sei mesi. L’incognita delle mine (circa cinquemila) pesa sulla percorribilità delle rotte. C’è l’incognita di una tassa al passaggio per Hormuz. Il diritto della navigazione la vieta perché si tratta di uno strettonaturale non di un canale che ha richiesto investimenti per essere realizzato. Per le crociere si stimano almeno tre anni di attesa Al momento sono state tutte dirottate altrove, in particolare nel Mediterraneo. Le compagnie di assicurazione continueranno a pretendere un war risk dell’uno per cento del valore della nave. Il ritorno alla normalità non è così semplice.
La forza (sottovalutata) del mercato
Sicuro vincitore dell'intesa con l'Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz è il mercato e il ritorno alla normalità non è così semplice













