L’attesa è per la firma ufficiale che aprirà la seconda fase dei negoziati, ma i contorni della storica intesa tra Stati Uniti e Iran appaiono già definiti.

Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, che cita un alto funzionario iraniano, la bozza finale del "memorandum di Islamabad" stabilisce i parametri per la normalizzazione dei rapporti e la de-escalation nel Golfo Persico.

L’accordo si regge su tre pilastri: sicurezza delle rotte marittime, congelamento del programma nucleare e rilancio economico.

Il capitolo nucleare. Teheran si impegnerebbe formalmente a non produrre né acquisire armi atomiche. In attesa di un’intesa definitiva e complessiva, l’Iran manterrà congelato l’attuale stato del proprio programma, rinunciando a nuovi arricchimenti dell’uranio e all’ampliamento degli impianti. Come contropartita immediata, Washington consentirà la diluzione delle scorte nazionali di uranio altamente arricchito.

Riapertura di Hormuz e fine del blocco navale. L’impatto sul commercio globale sarebbe rapido e tangibile: con il memorandum, l’Iran riaprirà da subito lo Stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali. In parallelo, gli Stati Uniti avvieranno la revoca del blocco navale sui porti iraniani, un processo che scatterà subito dopo la firma e dovrà concludersi entro 30 giorni.