Fermare la guerra, riaprire le rotte energetiche del Golfo e riportare il confronto tra Washington e Teheran sul terreno della diplomazia. L'intesa di pace tra Iran e Stati Uniti anticipata dal viceministro degli esteri iraniano e confermata da Vance e Trump, dovrebbe essere formalizzata nei prossimi giorni. Venerdì 19 per la precisione. Il testo più dettagliato finora disponibile è quello pubblicato dall'agenzia iraniana Mehr, che lo presenta come un memorandum d'intesa tra le due parti. Cessate il fuoco, nucleare, fondi bloccati, Hormuz. Dietro la cessazione permanente delle ostilità su tutti i fronti del conflitto c’è anche il cessate il fuoco in Libano. Tra le misure immediate c’è poi la revoca del blocco navale imposto dagli Stati Uniti contro le navi iraniane e la riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni. Tra gli snodi centrali del memorandum c’è poi lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all'estero. Di questi, 12 miliardi dovrebbero essere resi immediatamente disponibili a Teheran prima ancora dell'avvio dei colloqui successivi. Per la Repubblica islamica si tratta probabilmente della concessione più significativa ottenuta al tavolo negoziale. L'accordo prevede poi un alleggerimento delle restrizioni che negli ultimi anni hanno colpito le esportazioni petrolifere iraniane.Il nodo del programma nucleare iraniano non viene invece risolto direttamente dall'intesa. Entro 60 giorni dovrebbero partire negoziati specifici destinati a definire un accordo conclusivo sul (delicatissimo) dossier atomico. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, gli Stati Uniti sarebbero pronti a riconoscere all'Iran il diritto a mantenere un programma nucleare civile, mentre Teheran dovrebbe accettare limiti e controlli più stringenti sulle attività di arricchimento dell'uranio e sulle proprie scorte di materiale già arricchito.Restano invece fuori dal perimetro dell'accordo il programma missilistico iraniano e il sostegno ai gruppi armati della regione. Per Mehr, inoltre, gli Stati Uniti si impegnano a non rafforzare la propria presenza militare in Medio Oriente e a non introdurre nuove sanzioni contro l'Iran durante il periodo previsto dall'intesa.