L'accordo per Hormuz e il nucleare. L'impegno sul Libano. Il cessate il fuoco di 60 giorni. Con allentamento delle sanzioni. E le perplessità a Washington e Tel Aviv: «Inaccettabile un’intesa che limiti le nostre manovre per garantire la sicurezza»

Ci sono 12 miliardi di buone ragioni per Teheran per raggiungere un accordo con gli Usa per la fine della Guerra del Golfo. Lo ha confermato l’agenzia di stampa Mehr, che ha pubblicato il testo presentato come un protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti. Sottolineando come nel documento sia prevista l’immediata disponibilità di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. «La metà di questa somma dovrà essere messa a disposizione dell’Iran prima dell’inizio dei negoziati», precisa il testo. In Israele intanto in molti criticano Benjamin Netanyahu. «Inaccettabile un’intesa che limiti le nostre manovre per garantire la sicurezza», commenta la ministra Orit Strock, eletta nell’(ex) alleanza tra tra Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir.

L’accordo di pace tra Iran e Usa

L’accordo interrompe il blocco statunitense contro l’Iran e riapre lo stretto di Hormuz. I mercati hanno reagito facendo crollare i prezzi del petrolio. Ed è stato annunciato in pompa magna da Donald Trump. «L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo», ha scritto il presidente degli Stati Uniti. Avvertendo nella notte che se non verrà rispettato gli Usa sono pronti a riprendere i bombardamenti. Il memorandum d’intesa dovrebbe essere firmato ufficialmente venerdì 19 giugno in Svizzera. Sharif ha affermato in un post su X che il patto prevede «la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano». Il Libano è stato un punto critico nei negoziati, con Israele e Hezbollah che nelle ultime settimane hanno ignorato gli appelli di Trump e di altri a cessare gli attacchi reciproci.