Un clima denso di aspettative e speranze, ma vissuto con estrema cautela e senza lasciarsi prendere da facili entusiasmi. Così le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi hanno affrontato l’attesa assemblea di ieri ieri, iniziata intorno alle 9:30 e terminata dopo un paio d’ore di serrato confronto. Sullo sfondo resta la consapevolezza che il drammatico piano industriale della multinazionale svedese, che prevede pesanti tagli, non è stato cancellato ma è solo sospeso fino alla pausa estiva, come spiegato dal Ministro Adolfo Urso. Al centro del dibattito c’è la necessità assoluta di salvaguardare i 170 posti di lavoro diretti dello stabilimento di Cerreto e scongiurare l’ipotesi di una chiusura. L’esito del confronto ha visto la base operaia compattarsi attorno alle sigle sindacali, deliberando un’importante apertura al dialogo per esplorare ogni via d’uscita. "L’assemblea dello stabilimento di Cerreto - rimarcano dalla Rsu - ha dato pieno mandato al coordinamento nazionale di iniziare la trattativa con Electrolux. L’obiettivo è quello di verificare la possibilità di individuare soluzioni condivise, alternative al piano industriale presentato e rigettato". I sindacati hanno tracciato una linea invalicabile, indicando i paletti sui quali si fonderà il confronto con i vertici societari. La trattativa, infatti, deve partire da alcuni punti fermi ben precisi: "Continuità produttiva in tutti i siti, nessun licenziamento e nessuna cessione di diritti indisponibili. Su questa l’assemblea ha dato mandato a iniziare la trattativa" spiegano. Ora l’attenzione si sposta sulle analoghe assemblee che si stanno tenendo in tutti gli altri stabilimenti italiani per presentarsi al tavolo ministeriale. I tempi della diplomazia industriale d’altronde sono già strettissimi. Da fonti istituzionali sono già trapelate le prime date chiave: il primo incontro formale del tavolo tecnico è fissato per giovedì prossimo a Roma, dove azienda e sindacati si siederanno di fronte ai funzionari del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un secondo e cruciale snodo è previsto per il 21 luglio, quando si terrà un incontro di verifica in plenaria che vedrà la partecipazione di tutte le istituzioni coinvolte. Nel lasso di tempo tra i due appuntamenti, si susseguiranno ulteriori sessioni tecniche per limare le distanze e convergere verso un accordo sostenibile. Sulla delicata vertenza si è espressa anche l’opposizione consiliare di Cerreto d’Esi. Per Renzo Baldoni, capogruppo di ‘Sviluppo e Futuro’ "bisogna continuare a collaborare con le Istituzioni nazionali e regionali, che stanno dando il massimo".