Spiragli e primi timidi segnali di apertura, seppur ancora insufficienti per le sigle sindacali, si registrano sul futuro del Gruppo Electrolux in Italia. Al termine del secondo incontro del tavolo tecnico presso il Mimit ieri a Roma per discutere della pesante vertenza che prevede 1.700 esuberi a livello nazionale, il management della multinazionale svedese ha mostrato una prima flessibilità. Per le Marche il piano originario prevede lo smantellamento e la chiusura del sito produttivo di Cerreto che si tradurrebbe in 170 esuberi diretti e pesantissime ripercussioni sull’intero indotto. Al termine del confronto, durato oltre tre ore, i sindacati di categoria Fiom, Fim e Uilm hanno espresso una posizione cauta in una nota congiunta, evidenziando che Electrolux "ha espresso una disponibilità di massima a discutere di un nuovo piano, ma in modo ancora generico e del tutto insufficiente".

Le segreterie sottolineano come le motivazioni addotte dall’azienda per giustificare la revisione al ribasso dei piani per l’Europa – tra cui il calo della domanda post-pandemia, la pressione concorrenziale asiatica e i costi strutturali – nascondano in realtà la "volontà di delocalizzare le produzioni in Cina o Thailandia". Sul piede di guerra la Fiom Marche con Pierpaolo Pullini, che punta il dito contro le scelte strategiche del gruppo: "Sarà fondamentale che dal prossimo incontro l’azienda dica con chiarezza come intende garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi. È importante ribadire che non c’è una crisi di mercato tale da giustificare la chiusura della fabbrica, infatti è proprio l’Electrolux ad aver dichiarato che negli ultimi anni c’è stata una contrazione del mercato delle cappe del 14% mentre il plant di Cerreto è stato dissaturato per circa il 40%". Per Pullini l’unica via d’uscita è invertire la rotta, "magari con qualche importante investimento in nuovi prodotti, cosa che manca ormai da qualche anno", facendo asse con le istituzioni. "La politica dice di essere pronta a fare la sua parte. Adesso è fondamentale che anche Electrolux si sieda per parlare seriamente del futuro del gruppo in Italia" conclude. Per l’Ugl Metalmeccanici vanno coinvolti gli organi europei per correggere le storture del mercato. Antonio Spera, segretario Nazionale Ugl, fissa i paletti per il prossimo appuntamento del 14 luglio: "Resta fermo il principio della salvaguardia di tutti gli stabilimenti e dell’occupazione, senza chiusure di siti produttivi né dichiarazioni di esubero".