La vertenza Electrolux entra nella fase più tesa. Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom e Uilm, riunitosi ieri sera, ha confermato la linea dura: lo stato di agitazione proseguirà senza interruzioni, con scioperi articolati negli stabilimenti e il blocco totale di straordinari e flessibilità.
Una scelta motivata dalla necessità di «far cambiare idea alla multinazionale» e di mantenere alta la pressione sulle istituzioni, chiamate a intervenire dopo l'annuncio del piano industriale che prevede 1.700 esuberi su 4.500 dipendenti in Italia, la chiusura di uno stabilimento e una revisione profonda del footprint produttivo.
Il 25 maggio sarà la giornata clou: in concomitanza con l'incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i sindacati hanno proclamato uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, con un presidio a Roma che vedrà la partecipazione di delegazioni provenienti da tutta Italia. Attorno alla mobilitazione si stanno muovendo anche le istituzioni locali: alcuni sindaci dell'area di Solaro hanno messo a disposizione risorse per co-finanziare il viaggio dei delegati, mentre in molte realtà amministratori e consiglieri comunali stanno affiancando i lavoratori nelle iniziative di protesta.













