I settecento dipendenti dello stabilimento Electrolux di Solaro sono in sciopero per protestare contro il piano di dismissioni e trasferimenti di produzioni dall’Italia all’estero che coinvolgerà tutti gli stabilimenti.
"Non ci è stato presentato alcun piano industriale e nessun investimento in grado di garantire un futuro”, dice Andrea Torti, della segreteria della Fiom Cgil Milano -. E’ un piano inaccettabile di cui fanno le spese i lavoratori con circa 1.700 esuberi pari a quasi il 40 per cento della popolazione aziendale nazionale”.
Dopo il presidio di stamattina davanti ai cancelli, i lavoratori dello stabilimento di Solaro hanno proseguito nel pomeriggio con un’altra assemblea annunciando, per domani, altre otto ore di sciopero contro un’operazione che i sindacati definiscono “uno scempio industriale a cui tutte le istituzioni hanno il dovere di rispondere con azioni immediate”.
Questa mattina al presidio dei lavoratori erano presenti anche la sindaca di Solaro Nilde Moretti con alcuni rappresentanti della giunta comunale: “Presenza importante – per Fiom Cgil Milano – ma chiediamo anche l’intervento del presidente della Regione Lombardia e del governo nazionale. Dal 2014 lavoratori e lavoratrici di Solaro hanno già fatto moltissimi sacrifici difendendo la produzione di lavastoviglie sul territorio, ottenendo importanti investimenti supportati anche da finanziamenti pubblici. Non è accettabile che Electrolux come altre multinazionali acquistino le nostre fabbriche per poi spremerle senza alcuna responsabilità sociale”.










