Il nuovo Regolamento Rimpatri sdogana anche in Europa il modello trumpiano di gestione dell’immigrazione. Oltre ai controversi centri per il rimpatrio in Paesi terzi, fuori dai confini Ue, le autorità nazionali potranno effettuare ricerche attive per individuare i migranti irregolari: “Praticamente ci saranno i raid dell’Ice, per spedire queste persone in Paesi in cui ci sono violazioni dei diritti umani”, ha detto l’eurodeputata Scuderi (Avs) a Fanpage.it.

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Mercoledì è arrivato l'ok finale al Parlamento europeo, con 418 sì, 218 no e 30 astensioni, sul regolamento Rimpatri, che contiene le nuove norme dell'Ue per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi considerati irregolari. Ora il testo adesso dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio (tredici articoli, tra cui quello sugli hub per i rimpatri, sono già in vigore). Tra le novità c'è la possibilità di utilizzare hub di rimpatrio realizzati in Paesi terzi al di fuori dei confini dell'Ue.

Cosa dice il regolamento Rimpatri approvato dal Parlamento Ue: le nuove norme sull'immigrazione Le norme approvate tra le altre cose prevedono il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio tra i paesi Ue e autorizzano la detenzione di un migrante in attesa di rimpatrio per un periodo che può arrivare a 24 mesi. Inoltre le autorità nazionali potranno svolgere specifiche misure investigative per preparare o garantire l'effettivo rimpatrio, tra cui perquisizioni delle persone, delle abitazioni o di altri locali pertinenti, soggette ad autorizzazione giudiziaria o amministrativa, fino al sequestro di effetti personali e dispositivi elettronici.